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Progetto Italia – Regione Lazio Seconda Parte

20/09/2021 Comunicaciones

CUCINA E TRADIZIONI DEL LAZIO

La cucina laziale è rappresentata in gran parte da quella romana, nella quale ci sono apporti di zone confinanti. La cucina laziale ha un’importante caratteristica: l’estrazione popolare. A Roma la cucina è di osterie, ricette fatte con cibi poveri.

Ricetta: Carciofi alla Giudia – Ricetta Originale

Massima espressione della cucina laziale, gli antipasti abbondano di ingredienti originali. Tra i piatti più tradizionali le bruschette con l’olio  o con i  pomodorini, i carciofi alla romana, insaporiti con prezzemolo e mentuccia, che insieme alla frittura dei carciofi alla Giudea sono tra gli antipasti più classici della Capitale. Il fritto è un metodo di cottura molto diffuso in tutto il Lazio: classici antipasti sono anche i fiori di zucca fritti oppure i frittelli, le cime del cavolo romano fritte in pastella tipici del periodo natalizio.

Tra i primi ci sono i ravioli detti “di San Pancrazio”, indimenticabili sono i bucatini all’Amatriciana, un condimento a base di guanciale, pomodoro e pecorino originario della cittadina di Amatrice, oppure gli spaghetti alla carbonara, a base di guanciale, pecorino e uova, gli spaghetti cacio e pepe, a base di pepe nero e formaggio pecorino romano o gli gnocchi  alla romana, preparati con semola, latte, burro e parmigiano.

Ricetta: Amatriciana: La Ricetta originale degli spaghetti all’Amatrician

In quanto ai secondi tra i piatti più classici c’è l’abbacchio, carne di agnello cotta al forno con aglio, rosmerino, vino bianco, acciughe e un pizzico di peperoncino, accompagnato dalle patate, la coda alla vaccinara, coda di bovino stufata in un ragù ricco di odori e verdure, o i saltimbocca alla romana, carne di vitello avvolta con prosciutto crudo e salvia e marinata nel vino bianco. Per chi preferisce il pesce i calamari alla romana, cucinati con carciofi, prezzemolo e vino bianco, o i bianchetti alla giudea, piccoli pesci fritti con aglio e prezzemolo.

Ricetta: Abbacchio con patate

Per finire ci vuole un dessert classico: come i maritozzi con la panna, morbide brioche ripiene di panna fresca, un tempo dolce caratteristico della Quaresima, i Bignè di San Giuseppe, dolci fritti ripieni di crema pasticcera tipici della Festa del Papà, e la crostata con le visciole, con ricotta e marmellata di visciole, dei piccoli frutti rossi simili alle ciliegie.

Se si vuole mangiare qualcosa “al volo”, in Lazio  troverete la pizza a taglio, rossa, con il pomodoro, oppure bianca e dorata, perfetta con la mortadella, a Roma chiamata “mortazza”; tipico della cucina laziale è il saporito panino con la porchetta (tradizionale di Ariccia) e i supplì, ripieni di riso e mozzarella quindi impanati e fritti, oppure il calzone fritto o al forno, in genere con prosciutto cotto e mozzarella. Sempre fritti sono anche i filetti di baccalà, filetti di merluzzo impanati e fritti, e i fiori di zucchina ripieni di mozzarella e alici. Se fa caldo ci vuole una rinfrescante grattachecca: ghiaccio (non frullato, ma raschiato a mano) e sciroppo e succhi di frutta a seconda del gusto.

Per finire  tra i vini laziali ci sono ottimi bianchi come il Frascati Superiore , il Velletri, il Colli Albani, l’Est! Est! Est! di Montefiascone e l’Aleatico Tra i rossi sono da provare il Cesanese del Piglio, il Cerveteri rosso o il Castelli Romani rosso.

Ricetta: Crostata di ricotta e visciole

Specialmente conosciuta è la cucina romana, della quale alcune ricette sono tratte dai cosidetti “piatti poveri” del popolo, come i carciofi alla Giudea, inventati dagli Ebrei. Trai piatti tipici si enumerano i carciofi alla romana, i saltimbocca, la coda alla vaccianara, la coratella all’abbracchio, la grattachecca e gli spaghetti alla carbonara.

L’uso vivo dei dialetti nel Lazio è sempre più in rarefazione, soprattutto nell’area metropolitana romana, dove al loro posto si sostituisce una variante regionale dell’italiano, caratterizzata dall’affricazione della s  davanti a consonante nasale  e dal raddoppiamento della b e della g.  Diffusissima è l’apocope della sillaba finale centrale: invece di che facciamo, che famo, o della sillaba finale: invece di Lorenzo, Loré. I dialetti resistono invece nell’uso nelle altre province della regione, e in generale dove è meno forte l’influsso linguistico della capitale.

Tra le tradizioni e il folclore troviamo:

Il Natale di Roma, il giorno in cui Romolo avrebbe fondato la città nel 753 a.C., viene festeggiato, il 21 aprile, con rappresentazioni in costume, eventi culturali e manifestazioni ludiche.

Durante la Festa della Repubblica, il 2 giugno sempre a Roma, si svolge la tradizionale parata militare lungo via dei Fori Imperiali che termina a piazza Venezia presso l’Altare della Patria al Vittoriano.

A Roma si trovano gli studi Cinecittà.    Studi ambiti da  cineasti italiani e stranieri. A Cinecittà si formano attori, registi e produttori che diedero al mondo del cinema grandi film che hanno vinto 47 Premi Oscar. Tra questi ci sono “Roma città aperta” di Roberto Rossellini, “Campo de’ fiori”  di Mario Bonnard, “Sciuscià”  e “Ladri di biciclette”  di Vittorio De Sica, “Guardie e ladri”  di Mario Monicelli-Steno, “Vacanze romane”  di William Wyler, “Un americano a Roma”  di Steno, “I soliti ignoti”  di Mario Monicelli e “La dolce vita”  di Federico Fellini.

Canzone: La Bella Romanina

La dolce vita, 1960
I Soliti Ignoti, 1958

Il periodo più florido fu dunque quello tra gli anni ’40 e gli anni ’70, dove si svilupparono le correnti del già citato neorealismo e specialmente quella della «commedia all’italiana», rappresentata da attori come Alberto Sordi in primis, Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi, Nino Manfredi, Sophia Loren, Anna Magnani, Aldo Fabrizi, Claudia Cardinale e Silvana Pampanini.

Tra i film più popolari in costume su Roma ci sono quelli di Luigi Magni de Nell’anno del SignoreIn nome del popolo sovrano e La Tosca, mentre nell’immaginario collettivo è rimasta legata la figura di una Roma papalina, scherzosa e sorniona nel personaggio di Alberto Sordi de Il marchese del Grillo, riguardante la figura di Onofrio del Grillo. Infine è da ricordare che è stato ambientato a Roma il film, Premio Oscar La grande Bellezza.

Le scene più belle del cinema: I Soliti Ignoti

La Doce Vita di Federico Fellini

Ingresso all’Università “La Sapienza” a Roma, la più antica Università di Roma, fondata nel 1303. (la più antica del mondo è quella di Bologna, 1088).

Dieci cose da non perdere a Roma: seconda parte