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700 anni della Morte di Dante

10/03/2021 Comunicaciones

Questo 2021 è l’anno del settecentenario della morte di Dante Alighieri, avvenuta a Ravenna.

Autore della Divina Commedia, scritta tra il 1304 e il 1321, a Firenze, poema scritto in fiorentino volgare attraverso terzine incatenate e suddiviso in tre cantiche ovvero Inferno, Purgatorio e Paradiso, che morì a solo cinquantasei anni. E uno dei poeti più rilevanti nella letteratura mondiale.

Dante Alighieri, o “il sommo poeta”, nacque a Firenze, la data di nascita non conosciuta con esattezza, anche se viene indicata tra il 14 maggio e il 13 giugno 1265. La sua famiglia appartiene alla piccola nobiltà guelfa fiorentina.

Ancora bambino perde la madre Bella (diminutivo di Gabriella) e poco dopo perde anche il padre Alighiero di Bellincione. Frecuenta le scuole, dove riceve la comune istruzione fondata sulle sette arti (grammatica, retorica, dialettica, aritmetica, geometria, musica, astronomia)

Nel 1274, incontra per la prima volta Beatrice, che canterà nella sua opera Vita nuova come la donna angelicata degli stilnovisti.

Secondo l’usanza dell’epoca, all’età di undici anni, nel 1277, è deciso il suo matrimonio con Gemma Donati, si sposeranno effettivamente qualche anno più tardi e dalla loro unione nacquero quattro figli: Giovanni, Pietro, Jacopo e Antonia. Quest’ultima, dopo la morte del padre, entrò in un convento col nome di Beatrice.

Si sa poco della famiglia e della vita coniugale di Dante, ma attraverso a sua creazione si è saputo che in realtà il suo vero amore era Beatrice Portinari, la quale pur avendola vista in determinate occasini, fu la grande inspirazione della sua poesia e della sua vita.

Beatrice Portinari, detta Bice, coniugata de’ Bardi, è, secondo alcuni critici letterari, la donna che Dante trasfigura nel personaggio di Beatrice, musa e inspiratrice del poeta. Morì nel 1920, a ventiquattro anni, causando in Dante una profonda crisi religiosa, che lo porta a intraprendere rigorosi studi filosofici e teologici. Al tempo stesso approfondisce la sua cultura poetica, leggendo i poeti latini, in particolare Virgilio, che considera il suo “maestro”, poi Ovido, Lucano e Stazio.

Dal 1295 la vita di Dante si arricchisce dell’esperienza politica, entra nell’Arte dei Medici e Speziali e negli anni ricoprì varie cariche fino ad essere eletto tra i Priori (nel 1300). In quegli anni Firenze era lacerata dal conflitto guelfi/ghibellini e all’interno della fazione guelfa della lotta Neri/Bianchi.I Guelfi Bianchi (che diffendono l’indipendenza e l’autonomia del Comune) e i Guelfi Neri (che assecondano le mire espansionistiche del Papato). Bonifacio VIII voleva imporre il dominio della Chiesa sulla Toscana, i guelfi bianchi volevano l’indipendenza di Firenze (Dante era un guelfo bianco) mentre i guelfi neri appoggiavano la politica di Bonifacio.

Nel 1301 i Neri si impadronisco di Firenze scatenando persecuzioni contro i Bianchi. Dante non è a Firenze e viene condannato all’esilio per baratteria (corruzione nell’esercito di cariche pubbliche). Non essendosi presentato in città per discolparsi viene poi condannato al rogo.

Inizia così per il poeta una sorta di pellegrinaggio in varie città italiane. Durante gli anni dell’esilio Dante lavora alla Commedia e matura l’idea che la situazione politica italiana (lotte all’interno dei comuni, lotte col potere temporale della Chiesa) potesse essere risolta con la presenza forte di un imperatore che facesse sentire il peso del suo potere, facendo rispettare le leggi e obbligasse la Chiesa a tornare ad occuparsi della sua missione spirituale. Nel 1315 Dante rinuncia ad un’ammistia (cancellazione della pena) perchè avrebbe dovuto riconoscere la propria colpa. Nei suoi ultimi anni di vita reside a Ravenna.

A partire dal 1304 inizia a comporre l’opera somma alla quale lavorerà per tutta la restante vita, la “Divina Commedia”.

Secondo i critici composta tra il 1304/07 e il 1321, anni del suo esilio in Lunigiana e Romagna, la Commedia  è il capolavoro di Dante ed è universalmente ritenuta una delle più  grandi opere della letteratura  di tutti i tempi, nonchè una delle più importanti testimonianze della civiltà medievale.

La Divina Commedia racconta il viaggio immaginario di Dante attraverso l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso, ma a livello allegorico rappresenta il cammino dell’umanità verso la rendizione ed il riscatto spirituale.

Il viaggio di Dante raccontato nella Divina Commedia ha una durata di sette giorni e avviene nell’anno 1300. Sappiamo con certezza che la settimana in questione si svolge in primavera, ma ci sono diverse interpretazioni sulla data di inizio.

Il significato letterale è quello del viaggio dell’uomo, Dante, che la notte del 07 aprile (o 25 marzo) dell’anno 1300 si smarrisce in una selva, dove incontra alcune belve feroci e viene poi soccorso dall’anima del poeta Virgilio, che lo conduce attraverso i regni dell’Oltretomba.

La Divina Commedia è un poema didascalico – allegorico; infatti, vuole insegnare sulle grandi varietà morali e religiose attraverso l’utilizzo di immagini che hanno significato simbolico…. ed è divisa in tre grandi Cantiche: l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso.

Dante racconta un viaggio immaginario attraverso i tre regni ultreterrini, che lo condurranno fino alla visione della Trinità.

INFERNO

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Allegorie primo canto Infermo

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Inferno Canto I

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PURGATORIO

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Purgatorio Canto II

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Purgatorio Canto VIII

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PARADISO

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Canto I Paradiso

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Canto 33 Paradiso

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Casa di Dante a Firenze. Il poeta dell’Italia, visse a Firenze e Ravenna, città nella quale fu sepolto e in cui è presente la famosa Tomba di Dante. Proprio nella città ravennate.

Una morte che, come tutte quelle dei grandi medievali suscita da sempre l’interesse di storici e studiosi che cercano dettagli che possa chiarire i misteri.

Nel caso di Dante, il “mistero” a che fare col fatto che la morte arrivò dopo un viaggio a Venezia, durante il quale si ammalò di malaria a causa di una puntura di zanzara, (ricordiamo che la malaria era una malattia infettiva importante nel Medioevo), dopo una missione diplomatica compiuta a Venezia.

Le febbri portarono velocemente il poeta cinquantaseienne alla morte, che avvenne a Ravenna nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321. I funerali, in pompa magna, furono officiati nella chiesa di San Pier Maggiore (oggi San Francesco) a Ravenna, alla presenza delle massime autorità cittadine e dei figli.La norte improvvisa di Dante suscitò una grande tristezza nel mondo letterario, politico e sociale del suo tempo.

La vita di Dante Alighieri

La Vita di Dante Alighieri

La Divina Commedia